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Date, Curiosita ed alcune Foto
1946 Primo modello siglato Typ 11, 1131 cc, 25 CV.
Identico a quello prebellico mai entrato davvero in produzione
01-07-1949 Nasce il nodello Export, verniciatura ad alta
brillantezza, modanature cromate, cofano anteriore apribile
dall’interno con serratura di sicurezza.
28-04-1950 Modello Typ 11A, a richiesta con tettuccio
apribile in tela
06-01-1951 Prese d’aria laterali per l’aerazione,
ammortizzatori telescopici posteriori, stemma di Wolfsburg sul
cofano anteriore, cuscini poggiabarccia (colo modello Export e
solo fino alla fine del 1951)
01-10-1952 Ruote più piccole (5.60-15”), deflettori,
paraurti e rostri modificati, due luci d’arresto combinate con
luci di posizione e catadiottri
10-03-1953 Lunotto ampliato (ovale) senza divisorio
centrale
21-12-1953 Nuovo motore 1192 cc, 30 CV, 3400 giri minuto,
7.7 mkg. Avviamento a chiave invece che con il pulsante sul
cruscotto. Viene eliminato il periodo di rodaggio per il motore
01-08-1955 Doppio tubo di scarico, tettuccio apribile in
PVC, nuove luci posteriori e catadiottri applicati più in alto
sui parafanghi posteriori. Nascono i paraurti USA, rinforzati
01-08-1957 Lunotto e parabrezza ingranditi, nuova forma
del portello posteriore, luce targa posteriore a “nasino”
01-08-1958 Di serie specchietto retrovisore esterno
01-08-1959 Maniglie sulle porte fisse con apertura a
pulsante. Barra antirollio all’avantreno
01-08-1960 Impianto lavavetro, luci anabbaglianti
asimmetriche, indicatori di direzione non più a bacchetta ma a
lampeggio. Motore 1192cc 34 CV, 3600 giri minuto, 8.4 mkg,
starter automatico. Baule ampliato da 85 a 140 litri.
01-08-1961 Luci posteriori a due sezioni. Indicatore
livello carburante, cofano anteriore controbilanciato.
01-08-1962 Scompare lo stemma di Wolfsburg sul cofano
01-08-1963 Tettuccio d’acciaio apribile a manovella,
copriluce targa rettangolare più ampio.
01-08-1964 Superficie vetrata ingrandita, tergicristallo
in posizione di riposo a sinistra, cofano motore con apertura a
pulsante
01-08-1965 Cerchioni forati, coppe copriruote piatte e
non bombate, nuovo motore 1300 cc sigla F da 40 CV (il motore da
34 CV 1192 viene siglato D, quello da 30 CV siglato A è per la
versione Standard, economica)
01-08-1966 Nuovo motore 1500 cc, sigla H da 44 CV,
carreggiata posteriore allargata, cofano posteriore modificato,
lucetarga modificata, modanature cromate più sottili, nuove
serrature alle porte. Freni a disco sulle ruote anteriori di
serie sul 1500 cc, solo a richiesta sul 1300 cc
01-08-1967 Impianto elettrico a 12 volt, fari anteriori
verticali, nuovo sistema di aerazione, fissaggio delle cinture
di sicurezza a tre punti, cinture posteriori, pulsanti in
plastica, paraurti a lama d’acciaio, bocchettone carburante
esterno sul lato destro
01-08-1970 Nuovo modello, soprannominato Maggiolone
(sigla 1302) con vano bagagli ingrandito e ruota di scorta
orizzontale e non più verticale. Sospensioni McPerson. Nuovi
motori 1600 cc da 50 CV (sigla AD) e 1300 cc da 44 CV (sigla AB).
Circolazione dinamica con deflusso forzato posteriore anche sul
Maggiolino
01-08-1971 Aerazione migliorata, prese d’aria
supplementari sul cofano posteriore
01-08-1972 Nuovo Maggiolone (sigla 1303) con parabrezza
panoramico e nuovo cruscotto bombato. Gruppo ottico posteriore
ingrandito
01-08-1973 Il 1303 ha il braccio a terra negativo.
Maggiolino Standard con paraurti verniciati in nero
01-08-1974 Indicatori di direzione anteriori non più sui
i parafanghi, ma integrati nei paraurti
01-08-1975 Maggiolino L con paraurti e copriruote
cromati, cerchi verniciati argento, luci di retromarcia,
areazione a deflusso forzato, cruscotto imbottito.
19-01-1978 Termina la produzione in Germania del modello
Sedan e comincia l’importazione in Europa del Maggiolino dal
Messico
01-05-1985 Termina l’importazione del maggiolino dal
Messico
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CAMMINA SULL'ACQUA
Non
si sa se Porsche ne fosse a conoscenza, se l'avesse progettato così
volutamente oppure se è semplicemente (e incredibilmente) un caso fortuito,
fatto sta che il Maggiolino......galleggia!!!
Nel '63 due appassionati Bolognesi attraversarono per scommessa lo stretto
di Messina, impiegando 38 minuti per percorrere i 7 km di mare che separano
la Sicilia dalla costa Calabrese.
La velocita' raggiunta dal Maggiolino fu di 4 miglia marine a 1800
giri/minuto.
Ma le performance "nautiche" del Maggiolino non si limitano a questa.
Nel mar d'Irlanda il discendente dei vichinghi Malc Buchanan partì
dall'isola di Man e raggiunse la contea inglese di Cumberland dopo una
navigazione di 59 km percorsi in 7 ore e 30 minuti! Altre traversate furono
fatte nella baia di Hong-Kong, nel lago Michigan e nello stretto di
Singapore.

E SA PURE VOLARE!
Proprio
cosi'! Il motore del Maggiolino è stato utilizzato moltissimo in aviazione.
Molti costruttori specializzati lo forniscono ancora oggi opportunamente
modificato per velivoli da turismo. Da notare, poi, che le modifiche sono
minime, limitandosi al sistema di alimentazione e all'accensione a magnete
anziché a spinterogeno, oltre all'eliminazione del sistema di raffreddamento
che risulta evidentemente inutile in volo. L'aereo che vedete nella foto è
del 1973: montava il motore di un Maggiolino 1600, pesava 295 kg. e
raggiungeva i 200 km/h!

TROPPO AFFIDABILE
Intorno
al 1950 Heinz Nordhoff, sicuro della bontà del progetto e della affidabilità
ormai raggiunta dal Maggiolino, escogitò una trovata pubblicitaria piuttosto
originale per l'epoca: avrebbe regalato un orologio d'oro ed una targhetta
ricordo a tutti i proprietari che avessero superato i 100.000 Km senza
effettuare interventi significativi al motore. Avete già immaginato come
andò a finire? Dovette sospendere la "promozione" quasi subito perché ci
riuscivano praticamente tutti!

PININFARINA E IL MAGGIOLINO
Sempre
negli anni '50 la Volkswagen interpellò Pininfarina per chiedergli quali
modifiche estetiche avrebbe introdotto al Maggiolino per renderlo più
moderno. Pare che Pininfarina abbia lavorato al progetto per un po' e alla
fine abbia riconsegnato tutti i disegni alla Volkswagen, dicendo: "E' bello
così com'è: perché volete cambiarlo?". L'unica modifica da lui proposta ed
in seguito attuata fu l'ampliamento di pochi centimetri del lunotto
posteriore.

CAMPIONE DI RALLY
Forse
sono in pochi a sapere che il Maggiolino e il Maggiolone hanno partecipato e
vinto molti rally internazionali.
Nel '54 un Maggiolino vinse il Rally di Montecarlo.
Nel '53, '54, '57 e '62 vinse il 1° premio assoluto all'East African Safari.
Nel '56 vinse il 1° premio assoluto al Rally di Svezia.
Sempre nel '56 e nel '58 vinse la massacrante corsa di durata (oltre 14.000
km!) del Mobilgas Trial. Ancora nel '58 al Giro d'Australia ci furono 32
ritiri su 67 partecipanti e...8 Maggiolini ai primi 8 posti! Nel '64
conquistò il 9° posto alla Liegi-Sofia-Liegi. Nel '54 un Maggiolino corse la
Mille Miglia e si piazzò al 43° posto. Nel '67, '68 e '69 vinse il 1°
premio assoluto al Rally dei Mille Minuti. Negli anni '70 un Maggiolone
vinse il 1° premio assoluto al Rally dell'Isola d'Elba e negli stessi anni
alcuni Maggioloni vinsero in molti altri Rally europei di livello
internazionale.

A 110 KM/ORA PER 16 GIORNI CONSECUTIVI
Siamo
nel '59, l'Autostrada del Sole è nata da poco, e solo nei primi 9 mesi di
esercizio si sono avuti 774 casi di grippaggio e di surriscaldamento di
motori. Appare evidente che le automobili dell'epoca non sono adatte per
correre ininterrottamente a velocità elevate. Gianni Mazzocchi,
l'editore-direttore di "Quattroruote", decide di sottoporre il Maggiolino ad
un test di resistenza mai tentato prima: far percorrere a due Maggiolini
strettamente di serie l'Autostrada del Sole da Milano a Bologna per 16
giorni consecutivi, senza interruzioni! I "due" fanno 100 passaggi avanti e
indietro per un totale di 18.664 km ad una media di 110 km/ora: un solo
guasto al 74° giro su una delle due vetture (cede la puleggia della dinamo)
che, prontamente riparata, porta a termine anch'essa il 100° giro. Ma non
paghi dell'incredibile performance, e incitati dai tecnici della Volkswagen
che invitano a continuare il test, i collaudatori continuano nell'impresa,
ma stavolta schiacciano a fondo l'acceleratore. I giri successivi vengono
compiuti ad una media di 126 km/ora corrispondenti ad un regime del motore
di 3800 giri/min, cioè circa 500 giri superiore a quello ammesso dalla Casa.
Il Maggiolino n° 2 si ferma al 118° passaggio per caduta di compressione del
motore, mentre il n° 1 prosegue indomito la sua corsa, arrivando al 200°
passaggio per un totale di 37.328 km. Che altro aggiungere?

IMPIANTO A GPL? NO, A LEGNA!
Durante
la seconda guerra mondiale la penuria di benzina costringe a soluzioni di
fortuna, cosicché ci si inventa l'alimentazione... a legna!
La Kubelwagen che vedete nella foto ha un bruciatore installato nel cofano
anteriore ed è alimentata con gas di carbone di legna.
E pensare che qui da noi ci volevano far credere che avremmo avuto dei
problemi a far andare i nostri Maggiolini con la benzina verde!

GUINNESS DEI PRIMATI 1997
L'AUTOMOBILE
DI MAGGIOR DURATA.
"L'automobile tuttora in circolazione che ha percorso più chilometri è un
Maggiolino della Volkswagen del 1963 di proprietà di Alber Klein di
Pasadena, California, USA, che fino al 25 gennaio 1994 aveva percorso
2.434.575 chilometri".

MODELLO "FUGA DA BERLINO"
Il
Maggiolino che vedete nella foto è un modello davvero particolare denominato
"Fuga da Berlino".
Il Motivo? Il serbatoio fu modificato ricavando un vano che permetteva di
nascondere una persona per portarla al di là del muro, nella Berlino
occidentale. Con questo sistema passarono il confine una cinquantina di
persone. Oggi è esposto al museo del Check Point Charlie.
E pensare che si è sempre rimproverato al Maggiolino di avere un bagagliaio
poco capiente!

CIMICE A QUATTRO RUOTE
Questo era il soprannome che i Tedeschi avevano dato al Maggiolino quando
iniziarono a vedere i primi esemplari sulle strade tedesche, mentre un
famoso giornalista americano lo aveva addirittura definito "una scarpa
ortopedica"!
Il nome dato in Italia, "Maggiolino", è invece indubbiamente molto bello ed
azzeccato (forse il più carino di tutti); ma come chiamano il Maggiolino
nelle altre nazioni?
In America e Inghilterra lo chiamano "Beetle", in Germania, Austria e
Svizzera "Käfer", in Belgio e nei Paesi Bassi "Kever", nella ex Jugoslavia
"Buba", in Spagna "Escarabajo", in Portogallo "Carosca", in Brasile "Fusca",
in Francia "Coccinelle", in Svezia "Bubbla" ed in Messico "Sedan".

DIVO DI HOLLYWOOD
Il
Maggiolino è l'auto che più di ogni altra è apparsa nel cinema e nella
pubblicità. Addirittura, nella famosa e fortunata serie "Herbie", il
Maggiolino è il protagonista stesso del film, cosa davvero mai accaduta ad
un'auto. Oltre ad Herbie, però, le apparizioni del Maggiolino in altri film
sono talmente tante che è difficile elencarle tutte, così mi limiterò solo a
quei film che mi è capitato di vedere.
Il posto delle fragole di Ingmar Bergman, 1957; Il dormiglione
di Woody Allen, 1973; Dellamorte Dellamore di Michele Soavi, 1994;
Arancia meccanica di Stanley Kubrick, 19xx; e la già citata serie di
Walt Disney Un Maggiolino tutto matto; Herbie il Maggiolino sempre più
matto; Herbie sbarca in Messico; Herbie al Rally di Montecarlo; nonché
il Tedesco Il Maggiolino Dudù contro leoni, pantere, e zebù.

MAGGIOLINO DIESEL
Nel
'51 lo Studio Porsche sviluppò un quattro cilindri boxer da 1290 cm3
diesel con pompa di alimentazione Bosch, direttamente derivato da quello del
Maggiolino (vedi disegno). Questo motore vantava soluzioni modernissime per
l'epoca, come le precamere riportate nella testata (riviste nei motori
diesel soltanto 25 anni dopo). Nonostante i prototipi avessero registrato
consumi medi di 18/20 km/l e una velocità di 100-110 km/h, dopo migliaia di
km percorsi per i collaudi Nordhoff decise di abbandonare il progetto. Il
"Maggiolino Diesel" aveva gli stessi cavalli di quello a benzina, ma era
molto più lento in accelerazione; inoltre accusava forti vibrazioni ed era
particolarmente rumoroso.

ATTENTI A QUEI DUE
Austria,
Germania, Svizzera, Olanda, Belgio, Danimarca, Norvegia, Svezia, Portogallo,
Jugoslavia, Messico, Brasile, Perù, Venezuela, Bolivia, Costarica, Nigeria,
Zaire, Sud Africa, Indonesia, Tailandia, Malaysia, Nuova Zelanda,
Australia..... No, non sto ripassando la geografia! Questo è l'elenco (e non
è nemmeno completo) dei Paesi che hanno utilizzato il Maggiolino come auto
della Polizia; e questo nonostante le prestazioni del "nostro" non si
possano certo definire sportive (almeno se lo si lascia originale). Ora,
dico io, se mezzo mondo lo ha utilizzato come auto della Polizia qualche
motivo dovrà pur esserci. Sarà forse che durante gli inseguimenti piu' che
le prestazioni è importante non rimanere a piedi ?!?

MAGGIOLINO "TERRORE ROSSO"
Nel
1963 un Maggiolino di colore rosso rubino passò un anno a Mawson in
Antartide, presso una stazione di ricerca australiana. Il Maggiolino,
modello 1962, era stato costruito in Australia dalla Volkswagen Australasia
Pty Ltd facendo largo uso di componenti locali. Carrozzeria, motore, vetri,
impianto elettrico, vernice e gomme dei Maggiolini "Down Under" prodotti
negli anni '60 erano infatti prodotti direttamente in Australia, senza far
uso di kit provenienti dalla Germania come invece accadeva in altri paesi.
Si trattava, quindi, della prima automobile di serie ad aver "circolato" in
Antartide: ecco il perchè della targa "Antarctica 1", attribuitagli dalla
Volkswagen.
Gli Scienziati, invece, soprannominarono il Maggiolino "Red Terror" (Terrore
Rosso) per via del colore della carrozzeria che lo faceva risaltare sul
paesaggio dominato dalla neve. Durante l'anno di servizio in Antartide, il
Maggiolino venne usato come mezzo di trasporto per le persone e le cose.
Dovette sopportare pesanti nevicate, venti impetuosi e viaggiò per lunghe
distanze sulla neve e sul ghiaccio, a volte su terreni inaccessibili anche
alle slitte trainate da cani. Al termine venne rimpatriato e sostituito da
un altro Maggiolino: "Antarctica 2". Ma "Red Terror" non andò in pensione.
Qualche anno dopo si classificò addirittura 1° al BP Rally, una gara
massacrante di tremila chilometri su strade sterrate nel sud-est
dell'Australia.

INGLESI POCO LUNGIMIRANTI
Appena
finita la guerra, nel periodo in cui non si sapeva che fare della fabbrica
di Wolfsburg, alcuni esemplari di Maggiolino furono inviati in Inghilterra
per essere esaminati da una commissione dell'industria automobilistica. Il
giudizio che tale commissione avrebbe dato interessava ai militari che
avrebbero di conseguenza deciso il da farsi. Questo, in sintesi, il giudizio
della non molto lungimirante commissione Britannica: "Il veicolo non
presenta alcun interesse...non è conforme alle più elementari esigenze
tecniche di un'automobile. Le sue qualità e il design non sono affatto
invitanti per l'automobilista medio. E' troppo antiestetico e rumoroso"
...e, ciliegina sulla torta..."si tratta del tipo di auto che resta popolare
due o tre anni". E' proprio il caso di dire: no comment!

ANCHE I FRANCESI NON SCHERZANO
Sentite
un po' cosa scriveva nel '58 Bernard Carat, un importante giornalista di un
giornale specializzato Francese:"La Volkswagen è impossibile da guidare: ci
sembra criminale che una vettura di questo genere finisca, come spesso
accade, in giovani mani inesperte...E' completamente démodé: i progressi di
cui ha beneficiato sono insignificanti, per non dire nulli...Ha un solo
punto di forza, il raffreddamento ad aria, la robustezza e il dinamismo del
servizio commerciale che ha aggredito tutti i mercati mondiali...A forza di
non fare nulla è facile immaginare che gli uomini del servizio studi della
Volkswagen non siano capaci che di sfruttare al massimo l'eredità tecnica di
Porsche e di far camminare una fabbrica che non deve loro nulla...Gli
interni e l'equipaggiamento generale sono di una miseria sordida...Infine
non è venduta nemmeno ad un prezzo particolarmente interessante".
Cosa si può aggiungere?

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