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L'ingresso di Vassilissa I tavoli nel dehor esterno Parte della sala interna Una delle sale interne arredate con tessuti greci Sulla parete cimeli, foto e ricordi provenienti dalla Grecia La sala inferiore, con i muri variopinti Ogni particolare, nel nostro locale, richiama usi e costumi della Grecia

the vassilissa story

Lettera di un anonimo chiavarese

Era una notte buia e tempestosa, quando ad un tratto Spyro il Fausto, sbattendo violentemente la sua pesante mano sul tavolo esclamò: "Ci siamo! Sarà Così!".
Era il 17 gennaio 1997 e da una parete tinteggiata d'azzurro nacque l'infausta idea del ristorante greco.
Ora mi domando e mi chiedo, ma era proprio necessario un cavolo di ristorante greco a Chiavari? Qualcuno ne sentiva la mancanza? C'era una così grande richiesta? No! E allora apriti un ristorante italiano in Grecia e lasciaci in pace...
Invece no! Così in Corso Millo apre i battenti VASSILISSA.
Non vi dico com'era arredato! Una parete rossa là... una parete celestina qua... una porticina blu lì... una finestrella verde qui... un tripudio di piante finte ovunque... 'NA TRAGEDIA!
Eppure, lo so è impossibile crederci... fu un successo!

mima di vita greca... senza dimenticarsi di quando hanno inscenato il presepe... IMBARAZZANTE!
Con l'arrivo dell'estate il caldo ha definitivamente dato alla testa ai due soci: Willy, italiano, si è messo a fare il greco, ballando e rompendo le stoviglie in mezzo al locale, insaporendo così il cibo con schegge di vetro e affini.
Fausto, greco, si è messo a fare lo scemo sullo stile di "vieni che ti leggo il fondo di caffè", l'apoteosi del nazional-popolare.
Manco a dirlo: PIENO TUTTE LE SERE!
Adesso inizia la nuova era... quella della CARTA DI CREDITO PER GRANDI MANGIATORI... Ogni commento è superfluo...
Deluso ed amareggiato mi chiudo nel mio dolore ed attendo con passività tutti i travolgenti eventi futuri, sperando in una sempre più sana influenza delle uniche due persone "normali" che lavorano in quel manicomio di ristorante: TITTI e JOSE'.

Cordialmente saluto.
Anonimo chiavarese.

Anche i giornali raccontano di questa grande iniziativa

Io! che tramavo nell'ombra per eliminare questa cacofonica esistenza nella mia ordinata e tranquilla Chiavari, ho dovuto assistere impotente alla trionfale inaugurazione, dov'erano stati invitati i poverelli della città, SGRUNT!
Nelle mie varie varie incursioni di spionaggio, al fine di trovare un

solo punto debole per far sì che l'innominabile locale chiudesse, notavo un continuo e costante mutamento dell'interno.
Gli orribili orpelli si moltiplicavano animati da vita propria; finchè mi cade, nel vero senso della parola, l'occhio su una stucchevole foto del gestore e dei suoi soci impegnati in una patetica panto-