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Migliorare i difetti di vista Milano, - Ginnastica Bates Milano, Metodo Bates Milano

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Migliorare i difetti di vista Milano,

Metodo Bates

A chi è orientato

Il paziente che si avvicina a questa terapia è nella maggior parte dei casi un portatore di disturbo visivo già consolidato nel tempo. Arriva presso il mio studio dopo aver ricorso per anni ai metodi tradizionali. Il perché si avvicina a questa pratica è dovuto al fatto che questo cammino tradizionale non portando a risultati migliorativi, o semplicemente di stabilizzazione del difetto visivo, induce le persone a ricorrere a questa terapia.
La richiesta più sentita è quella di fermare l'andamento del difetto visivo perché è ciò che preoccupa di più, nel senso che il soggetto accetta gli occhiali perché facendone uso da tempo vi è ormai abituato mentre il punto fondamentale di inquietudine è rappresentato proprio dall'avanzamento spesso repentino del problema.

Questa terapia si propone, invece, di interrompere il decorso progressivo.
Un'altra richiesta è invece quella di togliere gli occhiali o di scendere il più possibile con la diottria
in modo da non avere una forte dipendenza dagli stessi, perché una cosa è essere miopi di 5 diottrie, un'altra è esserne di una o due.

Esempi:

Un paziente miope riducendo il suo grado di miopia, se si trova in casa o in ambienti con spazi ristretti può stare tranquillamente senza occhiali ed orientarsi senza problemi. Così pure per svolgere un lavoro ravvicinato. Analogamente all'aperto, nelle giornate luminose potrà rimanere senza occhiali senza alcuna difficoltà. Ciò dimostra la diminuzione della dipendenza dallo strumento correttivo.
Un paziente presbite che si trova in un ristorante è in grado di leggere il menù senza occhiali e li utilizzerà nella sua vita solo per letture veramente piccole (come le pagine gialle del telefono) o per infilare l'ago per cucire cosa che invece per un presbite l'evoluzione della stessa presbiopia lo può portare all'uso delle lenti progressive.


La terapia di rieducazione visiva è orientata a tutti coloro che sono portatori di un difetto visivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia) e quindi abitualmente corretti con occhiali e lenti a contatto.
A coloro ai quali è stato diagnosticato un difetto di vista ma che non si sono ancora sottoposti a correzione ottica.
Tale pratica è indicata nei pazienti ambliopi
,
ovvero una situazione visiva dove, qualsiasi sia la correzione ottica, quindi l’occhiale con la conseguente diottria, l’acuità visiva non arriva mai ai dieci decimi; la teoria prevalente è che l’ambliopia sia dovuta ad un insufficiente sviluppo delle vie ottiche e dei nuclei celebrali della visione. In questo caso, il metodo Bates, agendo sulla natura corticale della visione, favorisce lo sblocco di queste vie ottiche compromesse.
È indicato ovviamente a tutti quei soggetti dove il disturbo visivo è progressivo; o degenerativo per esempio come una miopia ad alta incidenza ereditaria.
A casi di anisometropia, diversità di errore refrattivo negli occhi: esempio un occhio miope e l'altro ipermetrope, oppure sostanziale differenza di diottrie, oppure quando si ha un occhio sano e l’altro affetto da disturbo visivo.
A chi deve mettere l’occhiale in età avanzata, perché, per anni, è riuscito in modo naturale a compensare il difetto; per questi pazienti, dal punto di vista pratico e psicologico, è più difficile adattarsi all’occhiale, manifestando un’insofferenza maggiore rispetto a chi li ha portati fin dall’età infantile. Questa insofferenza è stata da me più volte riscontrata in pazienti affetti da una semplice presbiopia, problematica che insorge fisiologicamente tra i 40 e i 50 anni. Ancora oggi dove il difetto visivo è in continuo aumento si possono trovare persone che fino all’insorgere della presbiopia non hanno mai fatto uso degli occhiali e nel momento in cui li devono mettere perché non vedono più bene da vicino accusano quasi un rifiuto non solo di natura psicologico ma anche pratico di gestione e di fastidio.

La terapia rieducativa della funzione visiva è anche consigliata a pazienti che hanno eseguito un intervento di laser terapia per la riduzione del difetto visivo e a quelli che hanno subito un trapianto di cristallino sempre per lo stesso motivo. La terapia consente di eliminare eventuali residui del difetto.



Essendo una pratica naturale, e non presentando alcuna controindicazione, il metodo Bates è adatto a bambini ed adulti. I bambini possono iniziare ad intraprendere la terapia all’età di quattro anni perché è necessaria una “collaborazione”, anche se pur minima e molto semplice, da parte del paziente stesso.

Il tipo di difetto, così come il suo grado, (quindi il numero delle diottrie) e l’età del soggetto non sono variabili discriminanti, visto che tutti i pazienti rispondono positivamente al trattamento.

È importante invece che l’approccio a questa terapia sia motivato da un certo impegno, rivolto ad ottenere i migliori risultati. Compito dello psicologo terapeuta è seguire il paziente in questo percorso, indicando, di volta in volta, quali sono gli obbiettivi facilmente raggiungibili e dimostrandogli che, attraverso un serio lavoro, ciò arriverà come naturale conseguenza.
La motivazione primaria consiste nel constatare che i risultati, in termine di miglioramento dell’acuità visiva e riduzione della diottria attualmente in uso, si conseguono già nel corso della prima settimana e questo fatto può essere considerato una leva fondamentale, a livello motivazionale, per il conseguimento dei risultati della terapia.




Anche l’occhio vuole la sua parte

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